MARCELLO BUCCOLIERI “DIPINGERE COL LEGNO PER INTARSI ESTETICI”

 

Il lavoro artistico che inserisce ad incastro, su una superficie di legno, elementi come tasselli, scaglie, lamine, materie povere o pregiate, in modo da comporre figure, immagini, motivi ornamentali o inserimenti di interventi stilistici o concettuali in uno schema preordinato o in un contesto determinato, con sistemazione e assetto meticolosi e sapienti, diviene il campo d'azione di uno sperimentatore di "pittura altra" come MARCELLO BUCCOLIERI. 

 

Il lavoro di intarsio e di intarsio che spiana, assottiglia, connette, collega e lascia combaciare segni e disegni, sembra imprimere un palpito riverberante alla materia, dalla quale ascoltare trepidante i rumori, i profumi e i sapori di un'arte antica che si avvale dell'ingegnosa ri-elaborazione, in dimensione estetica, dove "la narrazione ne riesce più presto come pittura intarsiata che colorita ad olio", sul pensiero che fu di Galileo Galilei, alla ricerca di quella peculiarità cromatica che sul tema del rosa salmone, stabilisce una patina giallastra di invecchiamento o un sottile colore ligneo, tra il grigio e il brunito, dove l'ornato, l'arabescato, sembrano realizzare un’alchimia tonale, di pregiata pregnanza visiva. 

 

Intagliatura, intarsiatura e gioielleria, combaciano nell'operazione estetica che Marcello Buccolieri instaura in un rapporto di stretta complicità con la fotografia, l'elaborazione grafica, l'intuizione visiva e l'esito pittorico che lo conducono ad affermare con cognizione di causa: "INTARSIO: dipingere col legno". 

Le possibilità espressive si moltiplicano e si impreziosiscono, acquisendo l'affermazione di Papini secondo la quale "Se un'artista compone a forza di lucerna e di lima, diviene prezioso, ricercato cesellatore, intarsiatore". 

Buccolieri incastra le sue visioni legate alla figurazione di tempi legati alla memoria e ne disperde qualsiasi

segno di sutura, per una capacità di fusione ideale che dispiega, fonde, pone in osmosi, leviga, ri-crea, spiana, elabora con sicurezza stilistica, le immagini sia nella loro vetusta seduzione del passato, sia nella riproposizione moderna di visioni bucoliche, di antichi mestieri, di scorci paesaggistici, di attrezzeria di pesca.  E non mancano modellati figurali che in un sottile gioco chiaroscurale, sovente si mostrano inclini a trasfigurare la realtà, nella collocazione caleidoscopica di tonalità color seppia, per dissolvenze, per trasparenze, per fascinazioni, capaci di isolare i dettagli o di elevarli a ruolo di protagonisti, senza la lusinga del colore concupiscente e sontuoso.

 

L'arte che si avvale dei materiali altri, che domina pigmenti, forme, discipline, tecniche e schemi fissi, non sovverte, non limita, non esclude e non contamina. Ricerca, sperimenta, rifugge l'omologazione ed eleva spesso le suggestioni delle nuove tecnologie verso ulteriori spazi per confermare quanto la creazione artistica, possa appropriarsi di nuove prospettive. 

 

L'intarsio nobilitato in pittura, trova in Buccolieri un progetto estetico rilevante che sdogana gli apparenti ossimori insuperabili, per dimostrarne la molteplicità delle utopie linguistiche, che finiscono per incontrarsi su altri paradigmi, diversi schemi, nuove essenzialità. 

Le frontiere dell'arte non temono estremi, ma li abbattono, rivelano il campo del possibile, come ulteriore valenza della necessità dell'arte di prevaricare limiti, tempi, spazi, teoremi. 

 

Marcello Buccolieri dalla manualità, alla concettualità, pone e nega nel contempo zone intermedie, impegnato come appare, a raggiungere l'esito reintarsiandosi il suo giusto e peculiare motivo di individualità.

 

GIOVANNI AMODIO

Critico Letterario e d'Arte

 

Figurativo classico ma nuovo al tempo stesso quello di Marcello Buccolieri; un maestro dell'arte lignea con immagini ad intarsio costruite con mani sapienti.

A prima vista sembrano quasi leggeri acquerelli, per poi portare il fruitore alla consapevolezza della difficoltà esecutiva.

 

Giuliano Pecelli

Galleria Poliedro Trieste

 

Di pregevole fattura , queste composizioni a tarsia lignea effigiano, nei colori caldi del legno, artistici soggetti del lavoro, di altre arti e, spesso, bozzetti di vita marinara, tipica della tarantinità .

Marcello Buccolieri, che  usa sapientemente il taglierino invece dei pennelli, è capace di ottenere una visione quasi magica e certamente fascinosa della marina che si adorna delle figure di pescatori e di uno sciame di barche che sembrano riposare tranquille nella sicura rada del Mar Piccolo.

In molti suoi lavori, atmosfere antiche, quasi surreali, volano leggere in una visione aperta, di ampio respiro.

 

Prof.ssa Vincenza Musardo Talò

Critico d'Arte

Ilcolore senape della terra di Siena è la patina del tempo che passa, lasciandosi il passato alle spalle, senza più alcuna traccia per un futuro da scoprire, sempre nuovo e diverso, al passo coi tempi moderni, teso al progresso, in perenne divenire, senza arrestarsi mai.

 

Tutto scorre e sene va, spazzando via con sè regole e tradizioni, usi e costumi, proverbi e sentenze, in un turbinio di pensieri sconvolti, in un groviglio di azioni inusitate, in una moda di consumismo sfrenato, di usa e getta continuo, senza ripensamenti o rimorsi di sorta.   

Il passato è passato, eppure non passa, non passa mai, ma ritorna nei vecchi sapori , profumi, suoni del luogo antico di Marcello Buccolieri capace di fermare il tempo nei fotogrammi, in bianco e nero, trasferiti nei suoi lignei mosaici con la tecnica dell'intarsio.

 

L'alata immagine globale, scattata in diversi clicks, estrapolati dal complesso ed assemblati con figure in contrasto, dà al fruitore un senso di straniamento, di vertigine, di spaesamento, fino al naufragio dell'anima, all'abbattimento di barriere e al rapimento dei sensi.

 

L'attento osservatore, dopo un primo momento di incertezza, si lascia volentieri coinvolgere dall'ambiente ed accoglie l'invasione del suo spazio visivo, nello spiazzo del primo piano, come un invito ad entrare nel quadro per fars coinvolgere.

 

Marcello Buccolieri usa i taglierini al posto dei pennelli e le mani invece delle tavolozze, per dare l'impressione di un tuffo nella civiltà del lavoro, nei valori tradizionali, nei centri storici, spesso disabitati, per recuperare la freschezza dei tempi.

Il suo variegato teatrino plastico rappresenta il nuovo paradiso riscoperto dall'Arte, nel nuovo e nella nostalgia .

 

In un'epoca di desolazione fisica e psichica tornano più che mai attuali i suoi siparietti, che ripropongono misurati gesti, vecchi oggeti, persone di varie età e generazioni, con concetti antichi e mentalità moderna, capaci di rendere credibili gli eventi di una favola mediatica.

 

Prof. Gianni Latronico 

 

  

 

POESIA :

 

IL BORGO ANTICO DI MARCELLO BUCCOLIERI

 

Barche variopinte costeggiano il lungomare

dondolandosi al nuovo sole e osservando 

con la struggente nostalgia per il cadente borgo antico

un tempo così florido e pieno di vita brulicante

nei quartieri e vicinati affiatati ed affollati della gente operosa.

 

 L’ocracea patina del tempo fugace il tutto ammanta,

travolge e cambia sostituendo nuovi disagi sociali

a vecchi morigerati costumi del medioevale costume rustico.

Allora si viveva alla giornata, senza grandiose pretese,

devastante ingordigia sete di denaro e di sfrenato potere.

 

 Ora le porte sono aperte a gente sbandata

e le finestre sono chiuse al vento caldo della primavera

nel profondo sud 

 

 Prof. Gianni Latronico  

 GLI INTARSI LIGNEI DI MARCELLO BUCCOLIERI: DALLA PRATICA ARTIGIANALE ALLA PRATICA ARTISTICA

Diverse sono le iniziative culturali che l’Amministrazione Culturale di Martina Franca intraprende. Nei mesi scorsi, nel Centro storico di Martina, si poteva visitare la personale del tarantino Marcello Buccolieri. Interessante è la tecnica che egli utilizza per esprimersi sul piano estetico. Questa pratica concerne gli intarsi lignei. Questa tecnica consiste nell’incastro su una superficie pezzi di legno di diversa origine e, quindi, anche i colori sono diversi. I pezzi di legno sono modellati secondo un quadro razionale, tale per cui dagli intarsi si ottengono figure, immagini … che acquisiscono una loro dimensione estetica definita, la quale si offre alla percezione e alla sensibilità del fruitore. La pratica artistica di Buccolieri intende comunicare anche ciò che è impresso nei volti di chi lavora manualmente e nella natura viva dei paesaggi, come la vita dei pescatori tarantini o squarci di Taranto vecchia. Oppure, la riproduzione di aspetti dell’opera Quarto Stato di Giuseppe Pellizza, emblema dell’importanza del lavoro. Non si può,quindi, interpretare la pratica artistica di Marcello Buccolieri secondo i canoni del formalismo estetico. Non si può quindi, relegare i suoi lavori in ripetitivi esercizi di ricordi ed impressioni, oramai privi di quella materialità del vissuto. I lavori di M. Buccolieri non intendono sospingere i racconti di vita e di lavoro ad un passato che è stato, ma a rendere materialmente attuale il vissuto. (Informazioni sui lavori di M. Buccolieri sul sito www.intarsiobuccolieri.it)

M. Buccolieri giunge alla pratica degli intarsi lignei, avendo come formazione un’esperienza sedimentata nel tempo, in cui ha osservato figure e paesaggi, secondo - come egli stesso riferisce – i linguaggi della tecnica della fotografia, del disegno, dell’elaborazione grafica e della lavorazione del legno. Esperienze scaturite, quindi, da campi operativi diversi che si intersecano, delineando così un nuovo sguardo che si materializza nell’intarsio in legno. L’esperienza della fotografia gli ha insegnato le modalità con cui scegliere i personaggi e i paesaggi da rappresentare: fissando così l’attimo in cui lo scatto coglie il vissuto oppure coglie l’ontologia della natura, tanto da giungere ad espressione. L’approccio alla rappresentazione artistica di Marcello Buccolieri consiste nel ‘dipingere con il legno’: è un modo di operare da sperimentatore, quello di Buccolieri - come è stato detto. La sperimentazione riguarda l’approccio alla modalità del fare e dell’operare. In compendio, la ricerca che sperimenta M. Buccolieri è quella di usare taglierini ed arnesi artigianali al posto di pennelli. E’ da rilevate un secondo aspetto che indica l’approccio alla pratica artistica di Marcello Buccolieri come ricerca-sperimentazione, che concerne la trasformazione del legno da materiale grezzo in opera ideata e realizzata, mediante l’intarsio, cui si aggiungono, a completamento, l’utilizzo di combinazione di tinture, dai diversi colori. .

La trasformazione della materia: il legno, da materiale grezzo a opera compiuta rimanda alla storia degli intarsi lignei. Gli storici e gli antropologi hanno sottolineato come da sempre questa tecnica si è praticata. In particolare, essa ha avuto la sua affermazione e diffusione a partire dalle botteghe rinascimentali. I committenti erano i nobili, il clero e la borghesia, classe sociale emergente, rappresentata, maggiormente, da commercianti e da mercanti. Le opere erano destinate, per lo più, alla dimensione dell’ambiente chiuso, in quanto avevano la funzione dell’ornamento. Con l’evoluzione dell’idea di scambio economico-culturale i lavori assumono una veste più concettuale, una dimensione non solo relegata alla decorazione. Gli intarsi lignei è sia una tecnica artigianale, così come è una tecnica artistica. G. C. Argan classifica una pratica artigianale quando essa è destinata ad un campo definito (come la decorazione), mentre è artistica, quando l’opera si rivolge a tutto il mondo.

Fra i maestri moderni di intarsio, è da citare il cittadino di Trani Andrea Gusmai (1902-1992), i cui lavori hanno segnato questa tecnica artistica.

Giuseppe Fumarola

scrittore